Calcolo della detrazione

Calcolo della detrazione

Come già detto, il beneficio consiste in una detrazione dall’Irpef pari al 50% (36%) delle spese sostenute per realizzare gli interventi (da assumere nel limite massimo di 96000 (48000) euro per unità immobiliare) Comma 1 - Articolo 16 - bis del DECRETO del PRESIDENTE della REPUBBLICA del 22 dicembre 1986, n. 917.

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa.

La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta Comma 7 - Articolo 16 - bis del DECRETO del PRESIDENTE della REPUBBLICA del 22 dicembre 1986, n. 917 - CIRCOLARE del 24 febbraio 1998, n. 57. Ad esempio se la quota annua detraibile è di 1.500 euro e l’Irpef (trattenuta dal sostituto d’imposta, o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi) nell’anno in questione ammonta a 1.300 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere recuperata in alcun modo. L’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso, né può essere conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.

Ai fini del calcolo della detrazione, e in particolare del limite di spesa complessiva di 96000 (48000) euro, si dovranno analizzare alcuni casi su cui più volte l’Agenzia delle Entrate si è espressa:

  • Interventi eseguiti su immobili residenziali adibiti all'esercizio di altre attività ;
  • Interventi eseguiti sia sull'unità immobiliare che sulle pertinenze ;
  • Interventi eseguiti sulle parti comuni ;
  • Interventi eseguiti sia sulle parti comuni che sulla singola unità immobiliare ;
  • Continuazione degli interventi eseguiti in diversi periodi di imposta ;
  • Cumulabilità con la detrazione irpef per il risparmio energetico .

Interventi eseguiti su immobili residenziali adibiti all'esercizio di altre attività

Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione la detrazione spetta nella misura ridotta del 50% Comma 5 - Articolo 16 - bis del DECRETO del PRESIDENTE della REPUBBLICA del 22 dicembre 1986, n. 917 

Gli interventi eseguiti sia sull'unità immobiliare che sulle pertinenze

L’Agenzia delle Entrate ha precisato le modalità di calcolo delle spese sostenute in caso di interventi di recupero riguardanti sia l’abitazione, sia le pertinenze. In particolare ha chiarito che, per gli interventi di recupero eseguiti contemporaneamente sull’abitazione e sulle pertinenze, anche se accatastate separatamente, si applica il limite unitario di 96000 (48.000) euro, senza poter computare un autonomo limite per gli interventi relativi alle pertinenze RISOLUZIONE del 29 aprile 2008 - n. 181 (Agenzia delle Entrate)

 

Gli interventi eseguiti sulle parti comuni

Nel caso di interventi eseguiti sulle parti comuni condominiali di un edificio il limite massimo di spesa su cui commisurare la detrazione deve essere riferito a ciascuna abitazione facente parte del fabbricato, in proporzione delle rispettive quote millesimali.
In caso di titolarità, da parte di un condomino, di più appartamenti, il limite di 96000 (48.000) euro deve essere considerato separatamente per ciascuna abitazione posseduta. Inoltre tale limite deve essere suddiviso fra gli eventuali comproprietari delle singole unità immobiliari.
Se all’interno di un condominio una persona fisica possiede cinque appartamenti e vengono eseguiti lavori sulle parti comuni, l’importo massimo riconosciuto a tale soggetto, su cui calcolare l’agevolazione, è pari a 480000 (240000) euro, 96000 x 5 (48000 x 5) RISOLUZIONE del 4 giugno 2007- n. 124 - RISOLUZIONE del 25 gennaio 2008 - n. 19 (Agenzia delle Entrate)

Nel caso di singoli condomini che hanno sostenuto interamente le spese per i lavori condominiali su “oggetti di proprietà comune”, questi possono comunque fruire della detrazione seppur limitatamente alla parte delle spese a lui imputabili in base alla Tabella millesimale RISOLUZIONE del 25 giugno 2008 - n. 264 (Agenzia delle Entrate)

Diversamente l’agevolazione è stata ammessa per intero (e non solo limitatamente alla quota di spese ripartita in base alla Tabella millesimale) al singolo condomino che procedeva all’installazione, nelle parti comuni condominiali, di un montascale d’accesso al piano garage, sostenendone integralmente il costo. In tale ipotesi, infatti, a differenza del caso precedente, in cui l’ascensore diveniva comunque “oggetto di proprietà comune”, l’installazione del montascale era d’ausilio e d’uso esclusivo del contribuente che ne aveva sostenuto le spese RISOLUZIONE del 1 agosto 2008 - n. 336 (Agenzia delle Entrate)

Gli interventi eseguiti sia sulle parti comuni che sulla singola unità immobiliare

Le spese relative agli interventi sulle parti comuni devono essere considerate separatamente rispetto a quelle sostenute per gli interventi realizzati all’interno della singola unità immobiliare. Ne deriva che, per gli interventi sulle parti comuni, il contribuente può beneficiare di un ulteriore limite di spesa di 96000 (48000) euro, che si aggiunge all’importo massimo detraibile di 96000 (48000) euro, specificamente previsto per i lavori relativi alla singola abitazione, a condizione che per entrambi gli interventi siano stati osservati separatamente tutti gi adempimenti RISOLUZIONE del 3 agosto 2007 - n. 206 (Agenzia delle Entrate)

Tale principio è stato poi ribadito anche in presenza di un intervento complesso di demolizione e successiva fedele ricostruzione di un edificio condominiale, oggetto di un unico contratto d’appalto. Anche in tal caso la detrazione per gli interventi di ristrutturazione edilizia realizzati sulle parti comuni di un edificio rappresenta un’agevolazione autonoma, che si affianca a quella prevista per gli interventi realizzati sulle singole unità abitative, per la quale è applicabile un ulteriore limite di spesa di 96000 (48000) euro.

In questa particolare ipotesi, è stato inoltre specificato che l’amministratore del condominio deve effettuare, come unico soggetto d’imposta, tutti gli adempimenti necessari alla fruizione dell’agevolazione e deve comunicare, altresì, ai condomini l’importo delle spese sostenute da ciascuno di essi nell’anno di esecuzione dei lavori, distinguendo quelle riferibili agli interventi sulle parti comuni da quelle relative ai lavori sulle singole unità abitative RISOLUZIONE del 17 novembre 2008 - n. 442 (Agenzia delle Entrate)

Diversamente, se il fabbricato è composto da una sola unità abitativa e dalle relative pertinenze, l’esistenza di parti comuni non è configurabile, quindi, in presenza di lavori sull’intero fabbricato e sulle pertinenze, non è possibile identificare un autonomo limite di spesa relativo ad interventi sulle presunte “parti comuni” dell’edificio RISOLUZIONE del 12 luglio 2007 - n. 167 (Agenzia delle Entrate)

La continuazione degli interventi eseguiti in diversi periodi di imposta

Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni: si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto Comma 4 - Articolo 16 - bis del DECRETO del PRESIDENTE della REPUBBLICA del 22 dicembre 1986, n. 917

Cumulabilità con la detrazione irpef per il risparmio energetico

La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per i medesimi interventi dalle disposizioni finalizzate al risparmio energetico. Pertanto, nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico che in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente potrà fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna di esse.

 

Normativa e prassi

DECRETO del PRESIDENTE della REPUBBLICA del 22 dicembre 1986, n. 917

RISOLUZIONE del 4 giugno 2007, n. 124 (Agenzia delle Entrate)

RISOLUZIONE del 12 luglio 2007, n. 167 (Agenzia delle Entrate)

RISOLUZIONE del 3 agosto 2007, n. 206 (Agenzia delle Entrate)

RISOLUZIONE del 25 gennaio 2008, n. 19 (Agenzia delle Entrate)

RISOLUZIONE del 29 aprile 2008, n. 181 (Agenzia delle Entrate)

RISOLUZIONE del 25 giugno 2008, n. 264 (Agenzia delle Entrate)

RISOLUZIONE del 1 agosto 2008, n. 336 (Agenzia delle Entrate)

RISOLUZIONE del 17 novembre 2008, n. 442 (Agenzia delle Entrate)


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